Diabete: cosa significa per me ed il mio gatto?

 
 


Sempre più gatti soffrono di diabete, come testimoniato da una recente indagine dalla quale è emerso che viene colpito da tale patologia 1 gatto su 200. Questo articolo, elaborato dagli esperti del gruppo FAB (Feline Advisory Bureau) vuole essere una guida semplice con alcuni suggerimenti pratici per chi deve convivere con un gatto diabetico. E’ stato pensato per essere letto insieme alla scheda informativa dal titolo “La gestione del gatto diabetico”, nella quale viene spiegato brevemente come si diagnostica e si cura tale malattia.

Sebbene si tratti di una patologia ormai ricorrente, si fa ancora spesso troppa confusione su quelli che sono i vari tipi di diabete felino. In effetti esistono ad esempio notevoli differenze con il diabete mellito dell'uomo (o del cane!) e per il proprietario può rappresentare davvero una situazione difficile da affrontare. Comunque sia, attraverso le adeguate informazioni ed il necessario sostegno, soprattutto collaborando strettamente con il proprio veterinario, i proprietari riescono tranquillamente ad affrontare la situazione. Proprio sul proprietario infatti ricade la maggiore responsabilità del successo nella gestione di un gatto diabetico.

Cosa mi attende?
Se al vostro gatto viene diagnosticato il diabete, per prima cosa il veterinario vorrà essere sicuro che abbiate realmente capito di cosa si tratta e quali saranno le difficoltà che vi attendono. In seguito discuterete insieme e riceverete tutte le informazioni che vi permetteranno di gestire nel modo migliore il vostro gatto ammalato (es. controllo del peso).
Vi verrà spiegato come conservare l'insulina, come prelevarne una dose corretta e come praticare l'iniezione. Inoltre vi insegneranno a capire quali segni tener d'occhio, ad esempio per riconoscere velocemente un sovradosaggio dell'insulina. Potrà anche esservi chiesto di prelevare le urine per un'analisi (e vi spiegheranno come farlo), oppure di somministrare una dieta particolare, facendo attenzione alla qualità ed alla quantità del cibo somministrato.
Di solito viene programmata a breve un'altra visita, per vedere come ve la state cavando con il vostro gatto.

 

Lo sapevate che....

  • L'obesità è una causa predisponente di diabete, così se state attenti alla dieta potreste anche evitarlo al vostro gatto.
  • Spesso, all'inizio della malattia, potreste anche non accorgervi che c'è qualcosa che non va.

Dei controlli di routine dal vostro veterinario di fiducia, come ad es. un esame delle urine con le apposite striscette, potrebbero rivelare precocemente la malattia.

  • Se un gatto diabetico viene curato e monitorato in maniera assidua già dalle prime fasi della malattia, ha una percentuale di guarigione intorno al 50-60% (il suo diabete cioè sarà transitorio e non necessiterà per tutta la vita dell'insulina). Purtroppo, non si può prevedere quanti sono i casi che ricadranno in tale percentuale e quanti invece avranno bisogno di una terapia continuativa.

 

I dubbi  e le  preoccupazioni più frequenti

Il mio gatto ha solo 7 anni: potrebbe già avere il diabete?
Comunemente si pensa che il diabete sia una malattia che colpisci gatti più anziani: effettivamente l'insorgenza è più frequente nell’età “matura”, cioè tra i 7 -10 anni.

Al mio gatto è stato appena diagnosticato il diabete: potrebbe averlo anche suo fratello?
In genere il diabete è provocato da una serie di cause. In alcuni casi vengono colpiti gatti tra di loro fratelli, ma non esistono prove certe relative ad una componente genetica. Risulta piuttosto improbabile che venga colpito dalla stessa patologia anche un fratello, il quale dovrebbe comunque essere tenuto sotto controllo per individuare precocemente eventuali sintomi. In realtà è più probabile che il rischio sia rappresentato dal fatto che i due fratelli condividano lo stesso stile di vita, il quale magari contiene proprio dei fattori predisponenti a tale malattia.
L'unica eccezione si ha  nel caso possediate un gatto di razza  Burmese, per il quale la percentuale di rischio in alcune linee genetiche è di 1 su 10. Di conseguenza la probabilità che 2 fratelli siano entrambi ammalati è in effetti molto elevata.

Il programma del  FAB  “WellCat for lifefornisce una guida di riferimento contenente gli esami di routine più opportuni, e le indicazioni sull'età più consigliabile per eseguirli, incoraggiando in questo modo una più stretta collaborazione tra proprietari e veterinario per il bene dei gatti stessi.

Il mio gatto potrebbe aver bisogno dell'iniezione di insulina per tutta la vita?
Molti soggetti hanno bisogno di questo farmaco vita natural durante. Si è osservato comunque che, se la malattia viene diagnosticata precocemente ed i controlli sono molto frequenti, la percentuale di guarigione è elevata (intorno al 50-60%), a volte con la sospensione del farmaco già dopo pochi mesi. Essere molto attenti  ripaga davvero!

Non penso che sarò in grado di praticare un'iniezione al giorno al mio gatto: esiste qualche altra possibilità terapeutica, tipo pastiglie?
Esistono delle pastiglie in grado di ridurre leggermente la glicemia nel sangue, ma non sono molto efficaci nel gatto. Potrebbero comunque costituire per voi un'alternativa all'iniezione quotidiana di insulina, anche se quest'ultima rappresenta alla fine il trattamento più adeguato. Molti proprietari all'inizio sono spaventati da questa faccenda dell'iniezione (non siete affatto soli in questo!!), ma resterete sorpresi alla fine di quanto sia  facile, molto più di quello che credevate. Gli aghi da insulina inoltre, sono così sottili che il vostro gatto quasi non si accorgerà della puntura. In realtà alla fine molti proprietari hanno trovato più semplice fare l'iniezione, piuttosto che dare la compressa! Ricordate inoltre che tanto prima inizierete con la terapia, tante più saranno le probabilità che la malattia si risolva e che il vostro gatto non debba così dipendere dall'insulina  per tutta la vita. Al contrario, invece, partendo in ritardo con la terapia saranno minori le possibilità di una completa guarigione. Così, iniziate subito e non avrete niente da perdere ma tutto da guadagnare!

È sufficiente una dose al giorno di insulina o ne occorrono due?
Sarà il vostro veterinario a darvi le giuste indicazioni, in relazione anche al tipo d'insulina che userete ed alla risposta del vostro gatto alla terapia. Se, nel vostro caso particolare, siete in grado di effettuare una sola iniezione al giorno, sarà comunque sempre meglio che non fare niente del tutto ed otterrete in breve tempo anche dei miglioramenti nei sintomi clinici. La somministrazione due volte al giorno dell'insulina però garantisce una maggiore possibilità di guarigione completa del diabete e dunque della sospensione stessa della terapia. Questa scelta è nel breve periodo senz'altro più impegnativa ma sicuramente quella vincente nel lungo.

Io ho un lavoro con turni diversi, di conseguenza non sono sempre sicuro di essere a casa per la somministrazione ogni 12 ore dell'insulina. Cosa posso fare?
Tranquilli: si può risolvere anche questo problema. L'ideale sarebbe somministrare l'insulina sempre alla stessa ora,  oppure ogni 12 ore con l'altro schema terapeutico, non succede nulla se per un giorno ogni tanto si salta una delle due somministrazioni o la si sposta di qualche ora. Alla fine, le terapie devono essere adattate anche alle vostre esigenze ed un'iniezione in meno sarà sempre meglio che non farne nemmeno una. La sola cosa da evitare veramente è quella di somministrare l'insulina troppo presto: devono passare almeno 10 ore tra un'iniezione e l'altra.
L'ideale è studiare insieme al veterinario lo schema terapeutico che meglio si adatta alle vostre esigenze.

Cosa succede se mi dimentico di somministrare la dose d'insulina?
Logicamente dovreste cercare di seguire le raccomandazioni del vostro veterinario il più possibile, ma se proprio vi site dimenticati di fare l'insulina per una volta, non andate in panico. Proprio per il fatto che questo non accade spesso, non succederà nulla di terribile.

Il mio gatto deve seguire una dieta speciale?
Molte ricerche hanno dimostrato che una dieta ricca in proteine e povera in carboidrati, insieme alla terapia con l'insulina, può favorire il controllo sul diabete ed anche facilitarne la risoluzione completa. Ci sono delle diete appositamente formulate sulle quali potrete consultarvi con il veterinario. Nel caso in cui siate impossibilitati a preparare voi stessi la razione  in un certo modo, vi converrà ricorrere a mangimi già pronti in commercio che hanno le caratteristiche viste sopra: sarete così sicuri di fornire al vostro gatto una dieta bilanciata. Il cibo umido in generale contiene meno carboidrati rispetto a quello secco, quindi è preferibile. Inoltre mangimi con una percentuale più elevata di proteine sono anche più appetibili. Se il vostro gatto invece è piuttosto schizzinoso e non vuole proprio saperne di seguire la dieta opportuna, non scoraggiatevi: è meglio alla fine che mangi una quantità sufficiente del cibo che gli piace, piuttosto che non mangi a sufficienza della dieta giusta.

Devo alimentare il gatto ad orari precisi?
Normalmente si può continuare  con gli stessi orari di prima che fosse diagnosticata la malattia. Quindi se gradiva mangiucchiare la sua razione durante tutto il giorno, è bene che continuiate così. Diversamente invece, se deve perdere peso oppure se segue una dieta dimagrante, non potrà di certo mangiare tutta la razione in una sola volta: questa andrà divisa in più pasti durante tutto l'arco della giornata. La frequenza dunque della somministrazione del cibo dovrà combinare le vostre esigenze con quelle del vostro gatto: parlate anche di questo con il veterinario.

 

Posso dare al mio gatto degli avanzi?
Se il vostro gatto sta seguendo una dieta a basso regime calorico, prima di somministragli degli  avanzi, bisognerà che ne parliate con il veterinario poiché anche questi andranno calcolati nella somma delle calorie giornaliere che riceve. Per principio comunque, sarebbe bene limitarne la somministrazione, soprattutto di quelli ad elevato tenore di carboidrati, preferendo piuttosto quelli più proteici, come pollo, pesce o gamberi.

Ho un gatto obeso ma non riesco a farlo dimagrire: qualche suggerimento?
Si, ci sono molti stratagemmi che  potete provare.

  • Portate a pesare il vostro gatto regolarmente presso un ambulatorio specializzato in controllo del peso o da assistenti del veterinario che siano preparati in tal senso: quest'abitudine vi aiuterà moltissimo nella gestione della dieta, permettendovi di correggere via via la quantità di cibo necessaria al vostro animale.
  • Pesate la razione giornaliera e tenetela a parte in un contenitore da cui prelevare le singole razioni che poi somministrete durante la giornata: in questo modo sarete più sicuri di non sovralimentare  il vostro gatto. Tenete a parte magari qualche bocconcino da offrigli come fuori pasto durante il giorno.
  • Non aggiungete nessun extra alla razione giornaliera, compresi  latte vaccino e latte per gatti.
  • Aumentate gradatamente l'attività fisica del vostro gatto, facendovi anche consigliare dal veterinario per quanto riguarda un programma vero e proprio di esercizio. Il gatto può mantenersi in forma anche giocando, facendo piccole corse, ecc. Ricordate, “poco ma spesso” è il motto giusto per perdere peso.
  • Provate a sistemare il cibo in diversi posti o a nasconderlo in giro per casa, anche solo qualche bocconcino, per sollecitare il gatto a muoversi di più. Esistono appositi contenitori per il cibo di forme diverse con i quali i gatti devono fare più fatica per ottenere il cibo.
  • Se possedete più gatti sarebbe opportuno alimentarli separatamente e sorvegliarli mentre si alimentano. Se uno dei gatti è obeso dovreste mettere il cibo degli altri gatti più in alto, in modo da evitare che possa arrivare a mangiarlo, oppure metterlo in una cassetta la cui entrata sia tanto stretta per lui, che nemmeno spingendo con tutte le sue forze riesca ad entrarvi!
  • Sarebbe una buona idea avvisare i vicini che il vostro gatto è a dieta, cosicché non venga loro la tentazione di offrigli del cibo fuori pasto.
  • Per essere sicuri che un programma di controllo del peso funzioni davvero, dovete avere la collaborazione di tutti quelli coinvolti nella cura del gatto, soprattutto di chi provvede alla somministrazione del cibo insieme a voi.

Per quanto tempo dovrò curare il mio gatto prima di arrivare al controllo completo del diabete?
Purtroppo nemmeno il veterinario potrà darvi in questo senso una risposta precisa. I gatti infatti sono davvero imprevedibili nella risposta alla terapia con l'insulina, sia per quanto riguarda il tipo che come dosaggio. Inoltre, mentre alcuni soggetti si stabilizzano piuttosto rapidamente, altri possono metterci dei mesi. Tutto ciò può essere davvero stressante per un proprietario, l'importante comunque è non arrendersi. Aumentare il dosaggio o la frequenza dell'insulina troppo rapidamente può dare gravi conseguenze e ritardare addirittura la guarigione. Di solito si parte con un dosaggio molto basso del farmaco: a seconda della risposta del soggetto si aumenta la dose molto leggermente e lentamente, ogni 3-5 giorni. Non demoralizzatevi se ci vorranno dei mesi prima di ottenere un miglioramento: è normale e non bisogna arrendersi. La pazienza  alla fine vi ripagherà!

Quanto spesso devo portare il gatto dal veterinario?
Questo dipende ovviamente anche dal gatto; comunque, almeno all'inizio, bisognerà programmare delle visite una volta la settimana, sempre cercando un compromesso con i vostri impegni. Se per esempio per voi è impossibile mantenere una frequenza settimanale, vi accorderete in modo diverso con il veterinario. Con quest'ultimo è importante infatti avere sempre un dialogo sincero, in modo da stabilire una programma terapeutico adeguato alle vostre esigenze ed a quelle del gatto malato. Un monitoraggio frequente all'inizio della malattia, con molti check-up, aumenta la probabilità per il vostro gatto di non dover più ricorrere all'insulina un domani, ma questo non è realizzabile per tutti i proprietari. Una gestione corretta comunque si può realizzare anche senza controlli molto frequenti. Una volta stabilizzato il diabete dovreste  prevedere delle visite di controllo ogni tre-sei mesi.

Cosa devo sapere per poter controllare il mio gatto e  cosa devo fare a casa?
I  proprietari potranno trovare istruzioni dettagliate sui parametri da tenere sotto controllo sulle apposite schede del FAB. Alla fine però, più informazioni si sapranno fornire al veterinario, più questo potrà essere d'aiuto nel gestire la situazione. In definitiva il tipo di monitoraggio sarà legato alle esigenze del gatto ed adeguato, parlandone con il clinico, alle esigenze ed allo stile di vita del proprietario stesso. In alcuni casi, ad esempio, per il proprietario sarà più comodo misurare la glicemia a casa, con le strisce reattive; un altro proprietario invece si sentirà soddisfatto anche solo controllando variazioni dell’appetito e della sete del proprio gatto. Il controllo a casa va sempre accompagnato anche da regolari viste in clinica, come già sopra accennato.

 

Non abbiate paura . . .
. . . di chiedere in qualsiasi momento al vostro veterinario od ai suoi collaboratori tutte le informazioni o le spiegazioni di cui avete bisogno o se qualcosa non vi è chiaro. Loro sanno bene, infatti, quanto possa essere piuttosto scoraggiante occuprsi di un gatto diabetico, soprattutto all'inizio ed anche che ci sono molte cose da imparare.
Ringraziamenti I dati sull'incidenza clinica del diabete nei gatti citati nell'articolo sono stati forniti dalla compagnia d'assicurazioni Pet Insurer.

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Aggiornato a Maggio 2009

©Questo materiale informativo è prodotto dal Feline Advisory Bureau
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