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Il calicivirus felino (FCV) è uno dei maggiori responsabili delle infezioni delle vie aeree superiori nei gatti (sindrome influenzale felina,’cat flu’ degli inglesi). La tipica influenza felina presenta un periodo d’incubazione piuttosto breve, da 3 a 5 giorni, con sintomi tipici delle malattie che colpiscono le vie superiori dell’ apparato respiratorio: starnuti, rinite, scolo nasale, congiuntivite, scolo oculare ed ulcere orali. Può comparire anche la febbre insieme altri sintomi, come tosse e polmonite.
Nello stadio precoce della malattia è stata osservata anche una zoppia transitoria ed ora si è certi che questa rappresenta un altro sintomo di infezione da FCV. Questa zoppia transitoria associata all’infezione da FCV è stata appunto definita ‘limping sindrome’ dagli inglesi.
Infezione da FCV come causa di ‘sindrome della zoppicatura’
Il calicivirus felino è stato confermato essere la causa di zoppia durante degli studi compiuti all’ Università della California, durante i quali vennero osservati dei gattini infettati con due ceppi di FCV (isolati da gatti colpiti da zoppie transitorie). Questi mostravono i segni della malattia da 48 a 72 ore dopo l’infezione. Il primo sintomo a comparire era la febbre, accompagnata poi da depressione ed inappetenza. Con il passare delle ore, dopo la comparsa della febbre, tutti i gattini mostravano segni di rigidità locale o generalizzata, che si manifestava come una zoppia transitoria oppure, in alcuni casi, come una completa riluttanza a muoversi (Pedersen et al., 1983). Sebbene nessuno dei gattini starnutisse od avesse scolo oculare, circa un terzo presentava ulcere orali (uno dei sintomi classici dell’infezione da FCV). Dopo circa 48-72 ore i sintomi tedevano a scomparire, senza lasciare conseguenze. Non è stata chiarita la cusa prescisa della zoppia, sebbene gli autori riferiscano di dolori nel manipolare le articolazioni e di una iperestesia generale (dolore ed ipersensibilità al tatto).
FCV è in grado di colpire le articolazioni
Dall’Università di Liverpool sonno stati forniti ulteriori approfondimenti relativi al ruolo del FCV nella ‘sindrome della zoppicatura’. Nel 1989infatti, Bennet et al., riferivano i risultati di uno studio che dimostrava la presenza degli antitigeni di calicivurus felini (proteine) a livello di membrana sinoviale (quella che avvolge le articolazioni) in gatti vaccinati con un vaccino vivo in commercio per FCV, oppure infettati con un ceppo isolato di questo virus. Sebbene nessuno di questi gatti abbia manifestato i sintomi di zoppicatura, antigeni di FCV sono stati trovati all’interno dei macrofagi (un tipo di globulo bianco) ed associati ai relativi anticorpi. Questo fatto ha suggerito che l’antigene potrebbe essere presente sulla membrana sinoviale come un ‘immunocomplesso’ (una combinazione tra l’agente virale e l’anticorpo specifico prodotto contro di questo). Altri studi, sempre dell’Università di Liverpool, dimostrarono che oltre alle proteine virali (antigeni), dalle articolazioni dei gatti infettati da FCV e che avevano segni di zoppia, era possibile isolare anche il virus intero. In seguito, attraverso indagini di tipo microscopico sulle membrane sinoviali di alcuni di questi animali, misero in evidenza che si trattava di un processo infiammatorio acuto.
Tutti questi studi hanno dimostrato alla fine che, attraverso le naturale via di contagio per il FCV (es. esposizione oro-nasale), dall’infezione generale si può arrivare, in determinate circostanze, alla localizzazione del virus nei tessuti articolari dove provocherebbe un processo infiammatorio acuto (Dawson et al., 1994).
Vaccinazione per FCV e ‘sindrome della zoppia’
Un fatto indubbiamente curioso è che tale sindrome sia apparsa soprattutto nei gattini, dopo la loro prima vaccinazione (che normalmente prevede un vaccino di tipo combinato per calicivirus, herpesvirus e parvovirus). Dei ricercatori dell’Università di Liverpool studiarono proprio quest’associazione tra la sindrome e la vaccinazione per FCV (Dawson et al., 1993). Trovarono che delle 123 reazioni al vaccino segnalate, l’80% comprendeva anche segni di zoppia (da sola od in combinazione con gli altri sintomi, quali febbre, ulcere orali e problemi respiratori). Inoltre, dei gatti con zoppia, il 96% erano gattini al di sotto dei sei mesi d’età e per l’88% di questi accadeva dopo la loro prima vaccinazione. Tutti i gatti erano stati immunizzati con i 5 tipi di vaccini in commercio, ma emerse che uno di questi prodotti in particolare era responsabile per più del 60% di casi di zoppia transitoria: questo prodotto è stato poi modificato dalla ditta produttrice. I sintomi di zoppia comparivano di solito dopo 6-7 giorni dalla vaccinazione. Il virus venne isolato da campioni orofaringei provenienti dal 71% di gatti che avevano manifestato questo problema. Lo studio dei ceppi di FCV isolati da questi soggetti suggerì che, in molti cas,i si trattava di ceppi per così dire “selvaggi” (cioè naturali, non associati a quelli presenti nel vaccino); in altri, invece, sembravano strettamente collegati, se non identici, a quelli del prodotto in commercio. I ricercatori studiarono anche 19 casi di forme di zoppia transitoria, non correlata ad alcuna vaccinazione: 89% di questi gatti era infetto da FCV, 63% avevano meno di 6 mesi e 79% presentavano altri sintomi (febbre, ulcere orali).
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